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Fiandre Andata e Ritorno: una settimana in Belgio

Il “cosa fare l’ultimo dell’anno” credo sia la seconda domanda più odiata dalle persone dopo “ma ce l’hai la ragazza?”.
Quest’anno, o meglio dovrei già dire lo scorso anno, per mia fortuna ho avuto la risposta (positiva) ad entrambe le domande.

Il primo step è stato andare su Skyscanner, inserire Firenze o Pisa come punto di partenza e….. “tutte le destinazioni”.
La soluzione meno costosa era un volo Ryanair Pisa-Bruxelles e ritorno. Quindi dal 27 dicembre al 3 gennaio me ne sono andato in Belgio!

Cosa ho fatto? Mangiato, bevuto birra, mangiato formaggio, camminato, ammirato, ascoltato… insomma è stata proprio una bella vacanza.
Una vacanza proprio come quelle che piacciono a me: sei in un altro posto (non necessariamente un’altra nazione) e sei completamente immerso in una cultura che non conosci. Diverso modo di parlare, di vivere, di mangiare, di pensare e affrontare i problemi. Un differente modo di lavorare, di proporsi e di essere intraprendente.
Ecco perché mi piace viaggiare, mi permette di evadere dal quotidiano, da quello che respiro tutti i giorni e di immergermi profondamente in un’altra cultura (si, l’ho già detto e lo ripeto perché mi piace troppo). Torno a casa carico di “voglia di fare”, di realizzare i miei sogni e concretizzare le idee che ho in testa.
Grazie a Regula e Bruno di cui sono stato ospite, e a Giulia, la mia compagna di viaggio, ho vissuto una settimana intensa alla scoperta di un Paese che non conoscevo minimamente, e mi ha affascinato.

Fiandre A/R

Ma bando alle ciance… Dove sono stato?

Facevo “base” a Sint-Nikklas, la città di San Nicola conosciuto anche come Santa Claus. C’è la piazza mercato più grande del Belgio e a settembre si riempie di mongolfiere per il festival internazionale. Una scusa per tornarci!

A Gent, città veramente caratteristica delle Fiandre. Piccola, attraversata da diversi canali che diventano la nota caratteristica. Con una bella giornata è bello vedere i riflessi delle vecchie facciate nell’acqua. Il waffle, che in realtà si chiama gaufre, sono il tipico streetfood di questa zona. Da mangiare rigorosamente senza salsine varie (cioccolato o sciroppo) e seduti sulle sponde del fiume.

Fiandre A/R

A Brighton, si quella in Inghilterra! Da quando mi hanno detto che si saremmo andati non stavo più nella pelle. Più o meno come un bambino la mattina di Natale. Abbiamo attraversato il Canale della Manica, con il famoso Eurotunnel! È sempre stata un’infrastruttura fantascientifica per me e quando sei lì realizzi quanto sia ambiziosa quest’opera. I gate di accesso sono tipo caselli dell’autostrada, prosegui nella tua corsia, scendi la rampa fino ai binari, ti affianchi al treno e… infili dentro con la macchina. Ora so come si è sentito Pinocchio nella pancia della balena!
Durante l’attraversamento stai comodamente seduto in macchina (a dormire visto che la sveglia era puntata alle 4!!) e non ti accorgi di niente finché la voce dall’altoparlante non avverte che sei arrivato e tutte le auto iniziano pian piano a uscire.
Prima di arrivare a Brighton però una sosta a Beachy Head è d’obbligo per ammirare le “Seven Sisters”, le scogliere bianche a picco sul mare. Veramente affascinanti!
Anche Brighton è molto carina, molto movimentata per essere una “piccola” città. Non sono stato sul famoso molo, ma solo a giro per le vie del centro. Ho avuto modo di mangiare per la prima volta in (ben!) due ristoranti di Jamie Oliver, famoso chef inglese per le quali le foodblogger stravedono e che ha “riscoperto” la cucina italiana. Io viaggiavo in compagnia di due foodblogger quindi penso non avessi altra scelta.

Fiandre A/R

Brugges è la città che mi è piaciuta meno di tutte. Prima di partire in molti mi hanno consigliato di visitarla, ma è veramente troppo turistica per i miei gusti. Architettonicamente bella, ma tra il brutto tempo e i troppi turisti non sono riuscito ad apprezzarla. E poi c’erano italiani in ogni dove. Però… ci siamo mangiati un cono enorme di patatine fritte. Buonissime!
Ah si, a quanto pare le patate fritte sono uno dei piatti tipici del Belgio… le mangiano perfino insieme alle cozze (!!!) oltre che per assorbire i litri e litri di birra che bevono. Guai a chiamarle “French Fries” perché in realtà sono “Belgian frites”!!!

Fiandre A/R

Il primo dell’anno ero abituato ad andare in passeggiata a Viareggio, quest’anno la passeggiata l’ho fatta ad Antwerp, ovvero Anversa (si, dopo una settimana a sentir parlare solo inglese e fiammingo mi sono abituato ai nomi originali e tutte le volte che un commerciante voleva fare il simpatico parlando italiano rimanevo un po’ stranito). Il nome “Antwerpen” deriva dalla frase Hand werpen cioè “lanciare la mano” riferita all’uccisione da parte di un soldato romano di un gigante che regnava nella zona, il soldato tagliò la mano al gigante e la gettò nel fiume Schelda.

Abbiamo iniziato la visita passeggiando per Zirenborg, quartiere pieno di edifici in stile Art Nouveau.
Poi una passeggiatina nel tunnel di Sant’Anna, degli anni ’30, che passa sotto al fiume alla profondità di 570metri collegando le due sponde. Poi uno spuntino veloce al Caffè Internazionale, un locale molto simile a un caffè letterario dove ho mangiato per la prima volta il pastrami. Era favoloso! L’abbinamento con il “bibitone” Star Wars forse non era molto appropriato, però non potevo non prenderlo!
Insomma, Anversa mi è piaciuta, molto. Direi che si piazza al secondo posto, tra le mie preferenze dopo Gent.

Fiandre A/R

Brussel è stata giusto una toccata e fuga di mezza giornata prima di andare in aeroporto. C’è da dire che me l’aspettavo più grigia, molto più in stile Milano, e invece mi ha incuriosito. Da rivedere con calma insomma.
A quanto pare una delle attrazioni più famose di Bruxelles è la statua del Manneken-Pis, ovvero il bambino che fa pipì. Dovrebbe simboleggiare l’indipendenza di spirito degli abitanti della città. Mah, contenti loro! La cosa simpatica è che viene vestito per le occasioni speciali (per il tour de france con la maglia gialla, da Papa per l’elezione del pontefice ecc). Dove mangiare? La Maison des Crepes si è rivelato un posto eccezionale. Mi è stato consigliato e lo consiglio a mia volta.

Fiandre A/R

Poi giusto perché ho scritto poco (…) potrei anche parlare di Charleroi, la “ridente” città vicino l’aeroporto, ma è praticamente una città fantasma quindi c’è veramente poco da dire. Mancavano le tumbleweed che rotolavano per strada e il quadro era completo. Dico solo che siamo finiti a cena in un American Diner anni ’50 dove non facevano patatine fritte ma annaffiavano qualsiasi cosa di cheddar. Vabbé.

Insomma, spero che a leggere questo papiro (a volte divento grafomane) ti sia venuta un po’ voglia di visitare il Belgio… perché a me è venuta voglia di ripartire!

La galleria fotografica completa su Facebook: QUI 
La galleria fotografica completa su Flickr: QUI
Le foto sono scattate, per la maggior parte, con una Canon 1000D e postprodotte con Adobe Lightroom. Una piccola parte sono scattate con iPhone5 e postprodotte con l’app VSCO cam.

Link utili:
– Recipease di Jamie Oliver – LINK
– Brugsch Friethuys – LINK
– Zurenborg – LINK
– St. Anna Tunnel – LINK
– Caffe Internazionale – LINK
– Manneken Pis – LINK
– La Maison des Crepes – LINK

Fiandre A/R

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