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Gli americani, il Super Bowl, la tv, i Social

Da quasi 50 anni in America l’ultima settimana di Gennaio o la prima di Febbraio è il giorno del Super Bowl, la finale del campionato della NFL, la lega professionistica statunitense di football americano. Praticamente una festa nazionale.

Viene trasmesso in TV fin dalla prima edizione e c’è voluto veramente poco prima che diventasse l’evento sportivo più visto in televisione negli Stati Uniti, a livello mondiale è secondo solo alla finale della Coppa del Mondo di Calcio.
La media dei telespettatori si aggira tra 90 a 100 milioni, con il massimo raggiunto durante la finale del 2011 con una media di 111 milioni di telespettatori.

Viene da sé che piazzare un proprio spot durante una trasmissione televisiva con questi ascolti è l’obiettivo di qualsiasi azienda. Spazi pubblicitari che sono arrivati a costare diversi milioni di dollari.Nell’immaginario collettivo la pubblicità di maggiore successo trasmessa durante il Super Bowl è “1984” di Apple.
Essendo un’occasione così appetitosa in fatto di marketing, le società si sono ovviamente adeguate ai tempi, e allora ecco che negli ultimi anni gli spot vengono caricati e diffusi anche attraverso i canali web. Un esempio: lo spot della Volkswagen “The Force” trasmesso nel 2011 ha superato quota 56 milioni di visualizzazioni.

Guardando gli spot trasmessi quest’anno (li potete vedere tutti e 73 qui), salta all’occhio una cosa: all’interno dello spot è (quasi) sempre presente una call-to-action indirizzata a quei clienti che utilizzano i Social Networks, la maggior parte mostra in sovraimpressione l’hashtag scelto per la campagna adv.
La differenza con gli spot che vediamo in Italia è abbastanza evidente: da noi vengono riportati i loghi dei social e spesso viene addirittura aggiunta una call-to-action “a voce” che invita lo spettatore a seguire il brand su Twitter o Facebook.
Direi un comportamento molto significativo che dimostra quanta strada ancora c’è da fare qui da noi.

Tra i video andati in onda durante il Super Bowl ne emerge uno in particolare, quello di Oreo, che con una call-to-action di 3 secondi ha incrementato i followers su Instagram di oltre 30000 utenti.

La messa in onda dello spot è costato alla società circa 4 milioni di dollari, di conseguenza ogni follow su Instagram ha un valore di circa 130 dollari.

Quanto dovremo aspettare per vedere i marchi italiani fiduciosi nei Social Networks?

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