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Considerazioni in ordine sparso sull’iPad mini

È arrivato e già sta spopolando. Da quello che leggo in giro riscuote più successo dell’iPad “normale”. In pratica, se lo provi non torni più indietro.

Dopo un mese di prova su strada ecco alcune considerazioni sull’ultimo nato in casa Apple.

Vi avverto subito, sono stato prolisso. Troppo forse, ma questo è quello che succede quando non scrivi una “recensione” sull’iPhone e nemmeno sull’iPad… e ora che giunto l’iPad mini mi trovo a fare tre post in uno.
Quando non ne potete più basta che saltate direttamente al capitolo 3.

Capitolo 1: l’iPhone
Se nel 2007 mi avessero detto che sarei diventato così iOS-dipendente non c’avrei creduto.
Il primo iPhone era uscito da qualche mese e feci la pazia di acquistarlo su ebay dall’America (lo vendevano solo lì, in Italia l’iPhone arrivò solo l’anno dopo con l’iPhone 3G).Peccato che… non riuscivo ad usarlo. Il touchscreen non era cosa per me. Non riuscivo proprio ad usare la tastiera. L’ho tenuto una settimana e poi fui costretto a rivenderlo.
Quando uscì l’iPhone4 decisi di tornare sui miei passi e prendere un iPhone 3GS usato. In quel momento credo di aver stretto ufficialmente il patto col diavolo.
Adesso, una volta l’anno, cambio dispositivo in favore di quello successivo, nonostante sia sempre il modello precedente rispetto a quello presente sul mercato (lo so, l’ho fatta lunga, in parole povere ho preso il 3GS con l’uscita del 4, il 4 con l’uscita del 4S e il 4S con l’uscita del 5).
Magari un giorno vi spiego perché adoro questo dispositivo e perché sono convito che puntare sull’usato sia la soluzione migliore.

Capitolo 2: l’iPad
Se nel 2010 mi avessero detto che sarei diventato così iPad dipendente non c’avrei creduto. Lo so, l’ho gia detta, ma è bene ammettere i propri errori.
Quando uscì il primo iPad non ne capivo proprio il senso. Non ne vedevo proprio l’utilità. Una tavoletta che aveva le potenzialità per fare tutto ma in realtà poteva fare tutto a metà (principalmente per limitazioni software).
Poi arrivò l’iPad2, iOS5 era decisamente un passo avanti, il mio MacBook bianco era già un passo verso il pensionamento e decisi di prendere il 2 usato appena annunciarono il 3.
Mai scelta fu più azzeccata.
Passando tutto il giorno in ufficio davanti al computer, torno a casa e non esiste altro che l’iPad. Nelle uscite per lavoro o piacere… iPad. In vacanza… non esiste altro che l’iPad.
Dopo nemmeno 6 mesi dall’acquisto, l’iPad se la giocava ad armi pari con il MacBook. Da una parte una tavoletta che, volenti o nolenti, continua ad avere alcuni limiti di utilizzo, dall’altra un Mac che sentiva il peso degli anni.
Alla fine il MacBook bianco l’ho mandato in pensione per sostituirlo con un MacBook Pro di ultima generazione.

Capitolo 3: iPad mini
Avendo nuovamente a disposizione un portatile funzionante, l’arrivo dell’iPad mini è caduta a pennello.

Ecco alcune considerazioni in ordine (molto) sparso sull’iPad mini:

Dimensioni: avete visto il keynote di presentazione? Ecco, guardatelo, perché capirete veramente perché l’iPad mini ha queste dimensioni e anche perché chi lo utilizza ne rimane magicamente innamorato.
Sembrano veramente le proporzioni ideali per qualsiasi utilizzo. Per certi versi come se rispettasse la sezione aurea dei dispositivi (questo è un appunto da fanboy, lo ammetto). Lo tieni bene in mano, scrivi benissimo con due pollici sulla tastiera proprio come fosse un iPad. Stranamente entra preciso in tutte le tracolle che ho, compresa la Passport della Lowepro. Coincidenze? Caso? Forse semplicemente uno studio accurato del design.

Portabilità: non c’è storie, tenerlo comodamente con una mano senza sforzare il polso è il massimo.

Usabilità: questo aspetto ovviamente è molto soggettivo. Per guardare i film, magari a letto, effettivamente non è il massimo. Le dimensioni ridotte del monitor rispetto all’iPad normale si fanno sentire, ma come già detto sopra, usare la tastiera con due pollici come fosse l’iPhone è incredibilmente più comodo.

Monitor: la risoluzione dello schermo è la stessa dell’iPad2, questo vuol dire che i siti non vengono ridimensionati ma si visualizzano allo stesso modo del modello più grande. Stessa cosa vale per le app, che non richiedono alcuna riprogrammazione/adattamento. Insomma, il flagello delle mille dimensioni che affligge i dispositivi Android è scongiurato.

Retina Display: essendo possessore di un iPad2 non ne sento la mancanza. E non ne sentivo nemmeno prima. Ammetto però che nelle app specifiche per iPhone e non ottimizzate per iPad, il Retina farebbe comodo (anche se rimane il problema del layout non ottimizzato della tastiera, alquanto fastidioso).

Lightning: uno dei motivi per il quale non ho voluto comprare l’iPhone5 è stato la presenza del nuovo piccolo connettore. Oltre alle oggettive poche novità tecniche.
La grave mancanza di accessori appena uscito il dispositivo, che continua ancora ora con l’iPad mini, mi ha fatto desistere dalla sostituzione di tutti gli accessori e i cavi con il vecchio connettore a favore del nuovo.
Per l’iPad però ho deciso di scendere a compromessi, visto che la batteria dura notevolmente di più e non ho altri accessori se non il caricabatterie. Per ora ho comprato un adattatore Dock Connector – Lightning e riuso i cavi che ho.

Custodie: come già detto prima, dall’annuncio dell’iPhone5 c’è stato un gravissimo (a mio parere) aumento dei tempi di attesa per la disponibilità. Circa un mese per gli iPhone, stesso tempo per l’iPad. Per prendere il mio mini 3G ho dovuto aspettare fino al 13 dicembre.
Adesso la situazione sta lentamente migliorando, ma si riscontra comunque una grave carenza di accessori. Custodie decenti per iPad mini praticamente ancora non esistono, perlomeno in Italia.
Appena preso il mini ho acquistato una custodia Belkin tra le poche disponibili alla Fnac di Firenze che si è rivelata nel giro di poche ore una pessima scelta. Esteticamente carina, in pelle, che rendeva il dispositivo simile ad un libro. Peccato che le linguette sugli angoli coprivano parte dello schermo impedendo l’uso della tastiera come se sia stata riadattata dal modello per Kindle. Ho dovuto cambiarla il giorno dopo con una meno carina ma più funzionale della Kingston (e senza magneti per il wake/sleep del monitor).

Siri: arrivando da un iPad2 non sono abituato all’uso di Siri e fino ad ora… non l’ho mai usato (sull’iPhone lo uso ma non poi così spesso).

Che ve ne pare?

This Post Has 9 Comments
  1. Mi spiace ma il gap con la versione classica è troppo forte per me! Non riesco a tornare indietro dal retina, quando l’ho provato mi pare un aggeggino troppo piccolo (sicuramente + comodo da portare). Come te la sera non c’è che ipad, la domenica non c’è che ipad: la mia tracolla piquadro è fatta per ipad, così anche la sling passport di cui non posso fare a meno, e dove, oltre l’ipad trova posto la compagna di tutti i giorni da un pò di tempo: la oly OM-D e un apio di fissi luminosi. Io che sono funboy da tempi insospettabili (correva l’anno 1988 ed un macplus). Tommy ma te c’eri nel 1988? Ne ho visti di dispositivi della mela in questi anni e, sebbene negli ulitmi anni si va un pò troppo spediti, non rinuncerei mai all’iphone (5 of course), all’ipad al macbookpro (anche se l’air con il suo SSD comincia a martellarmi le meningi). Comunque ad ognuno il suo utilizzo. Ottima analisi.

    1. Sicuramente se uno dei punti positivi è il Retina, allora l’iPad mini è fuori discussione… almeno fino al prossimo modello! 😉

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