La guerra è…

“la guerra è odore di sangue e merda” – Cecilia Strada, presidente di Emergency

Emergency è un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.
Emergency promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

Anche quest’anno, per la terza volta, Firenze ospita l’incontro nazionale dei volontari di Emergency dal 6 all’11 settembre 2011, una sei giorni di conferenze, musica, spettacoli, mostre e dibattiti.

L’anno scorso ho partecipato per la prima volta all’incontro durante la serata di performance artistiche presentata da Serena Dandini. All’epoca sulle spalle dell’associazione “pesava” il primo anniversario della morte di Teresa Strada, co-fondatrice dell’associazione insieme al marito Gino nonchè presidente di Emergency.

Quest’anno a pesare come un macigno è il rapimento dell’operatore di Emergency Francesco Azzarà, avvenuto in Darfur lo scorso 24 agosto.
Al Mandela Forum doveva essere presente anche Gino Strada, ma proprio per questa drammatica circostanza ha deciso di rimanere in Sudan per fare pressioni sulle autorità (cosa che, a detta della figlia Cecilia, gli riesce molto bene). Ci siamo accontentati di un collegamento Skype.

Fiorella Mannoia ha aperto la serata leggendo una lettera dai toni forti (ma a tratti troppo politici per i miei gusti)  indirizzata a Teresa Strada, che faceva il punto dei risultati ottenuti (e non) ad un anno dall’incontro del settembre scorso.

“Emergency è sempre li, con le mani nel sangue, a riparare ció che l’idiozia umana distrugge” – Fiorella Mannoia

Poi hanno preso la parola Cecilia StradaMassimo CirriDon Gino Rigoldi, Erri De Luca, Matteo dell’Aira e Marco Garatti (due volontari dell’associazione). Hanno raccontato le proprie esperienze con la guerra, c’è chi l’ha vissuta in prima persona e chi l’ha solo sentita raccontare, ma tutti sono d’accordo che una delle prime vittime della guerra è l’informazione.
Uno degli obiettivi dell’associazione durante queste manifestazioni è infatti quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alle storie della guerra, andando oltre i numeri che sentiamo tutti i giorni dai telegiornali. Nel raccontare le loro esperienze, Cecilia Strada, Matteo dell’Aira e Marco Garatti hanno lasciato ben poco all’immaginazione (la citazione all’inizio del post credo renda benissimo l’idea).
Sinceramente?! In alcuni momenti mi sono sentito piccolo piccolo, quasi insignificante. Sono affermazioni, testimonianze, che mettono in moto mille pensieri.

“I suoni della guerra fanno paura. Una bomba a 40km fa tremare i vetri dell’ospedale. Ho visto morire una bimba dalla paura…” – Matteo dell’Aira

Fiorella Mannoia con “la storia siamo noi” ha poi aperto la seconda parte della serata, che l’ha vista alternarsi sul palco insieme a Paola Turci, La casa del Vento ed Elisa che hanno concluso poi la serata sulle note di Imagine…

…You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one…

Il governo italiano ha appena acquistato 131 caccia F-35, ognuno dei quali costa un po’ più di 114 milioni di euro. Con ogni caccia si potrebbero costruire un’ottantina di asili nido. Che cosa preferireste, per i vostri figli? Un F-35 o un asilo nido? (dalla lettera di Cecilia Strada sul sito di Emergency)

Tommaso

PS. il programma dell’incontro, che si può seguire anche online, lo trovate QUI. Per le donazioni ad Emergency QUI.

This Post Has 2 Comments
  1. Anche io più di una volta mi sono sentita come hai descritto tu, le lacrime le ho trattenute a forza! E’ stata una sera emozionante e coinvolgente, il clima era triste ma speranzoso allo stesso tempo.

  2. E’ stato un incontro molto interessante. All’inizio pensavo che cantassero e basta, poi mi sono ritrovato in mezzo ad un dibatitto. Devo dire che è stato un incontro che mi ha fatto riflettere molto. E’ la prima volta che sento la storia di Emergency e non sapevo che era così vicino alla guerra. Sentire la loro esperienza sul campo è tutta un’altra cosa, si riesce a percepire fin dentro alla viscere la drammaticità della guerra: sono riusciti a farci percipire il terrore che quella gente prova di fronte alla guerra. Quello che fanno è veramente una cosa degna di stupore, essere li a curare incessantemente le persone mutilate, feriti di guerra e malati, sono veramente persone da ammirare. “Emergency è sempre li, con le mani nel sangue, a riparare ció che l’idiozia umana distrugge” Eppure dopo aver sentito tutto questo, in mezzo allo stupore e alla drammaticità c’era come un ultimo sussulto che non mi facava stare tranquillo. C’era una cosa che mi era rimasta in testa ed era quando quei medici hanno parlato del fatto che dopo una giornata di lavoro, arrivati alla sera, parlavano di quello che avevano fatto per cercare di tenersi su, qui è il punto, con una certa “cinicità”. E’ proprio questa “cinicità” che mi ha lasciato un pò perprlesso, questa cinicità che alla fine è come se tutto si riducesse ad un “ridiamoci su” oppure ad un “tiriamoci su” (perchè ad esempio è andato male un intervento). Voi ce la fareste a vivere così? Io no. Alla fine di tutto però sono rimasto comunque contento di aver conosciuto questa nuova realtà che prima ignoravo quasi completamente.

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