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Le parole fanno male più di bastoni e pietre

Alye Pollack, studentessa americana all’ultimo anno delle medie, lancia in rete un grido d’aiuto poichè è vittima di bullismo e negli ultimi due anni sopporta continui insulti dai suoi compagni.

Alye non parla, ma affida i suoi sentimenti ad una serie di bigliettini scritti a mano, come fece Bob Dylan e nel video per Subterranean Homesick Blues. Il filmato, caricato su YouTube come un messaggio in una bottiglia lanciata in mare, ha raccolto più di 340mila visualizzazioni a due settimane dal caricamento e sta sconvolgendo l’opinione pubblica americana che torna ad affrontare il tema del bullismo nelle scuole.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=37_ncv79fLA[/youtube]

“Ciao! Mi chiamo Alye. Frequento l’ultimo anno delle medie. Vi sembro felice? Bhe, non lo sono. È così da due anni. Non ho molti amici. Tre o quattro al massimo. Il perché? Non è passato un giorno senza che mi dicessero una di queste parole: troia, grassa, prostituta, strana, lesbica, puttana, mostro, brutta… Non la faccio finita, ma ci sono vicina. Sono in terapia. Mi piace la mia scuola, ma non le persone. Il liceo sarà peggio?? AIUTO! Pensate prima di dire qualcosa. Potreste salvare delle vite. Non essere un assassino. Bastoni e pietre? Le parole fanno male! Pensate, pensate che questo potresti essere te!”

Fin troppe volte molti servizi web, YouTube fra tutti, sono usati in maniera irresponsabile per ledere l’immagine altrui.
Tra i casi noti anche quello del 2006 di un video caricato su Google Video in cui un ragazzo disabile di Torino veniva maltrattato dai compagni di scuola. Il Tribunale di Milano ha poi condannato tre dipendenti di Google Italia, che non avevano alcun legame con il video in questione, a 6 mesi di reclusione per violazione della privacy.

Questa volta il web si prende la sua rivincita, e pure Alye.
Lei ha avuto il coraggio di esporsi e lanciare il messaggio, la rete ha fatto da megafono al suo grido d’aiuto e in tanti hanno risposto all’appello. Come tradizione, la community di YouTube si è fatta subito sentire e ha iniziato a pubblicare molti “video-risposta” di solidarietà dicendole di non mollare, raccontando le proprie storie e offrendole sostegno e amicizia.

 

Tommaso

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